
Cari cuorEducati buongiorno!!!! Oggi ho deciso di rivolgere la mia attenzione ad un tema molto caldo che da sempre scuote gli animi di molte persone: l’amore per gli animali. In questo periodo dell’anno, almeno fino ad un po’ di tempo fa spesso si iniziava già da giugno con campagne “animaliste” a sfavore dell’abbandono di animali domestici perché i loro “proprietari” decidevano di andare in vacanza. Premesso che abbandonare un animale sia una cosa davvero disdicevole(e questo non solo in estate), io credo che il problema sia molto più serio.
Quando avevo 10 anni a me e a mia sorella fu regalato un cagnolino con un grande sacrificio da parte della mia mamma che ne aveva paura. Lo sto raccontando perché voglio che passi chiaro il concetto che sono consapevole di cosa significhi fare entrare nella propria famiglia un animale: questo diventa un elemento importante della suddetta famiglia, gli si vuole bene e ognuno ne ha cura nel suo piccolo. Per motivi di salute di mia mamma dopo 3 anni e dopo aver salvato la vita del nostro cagnolino che si ammalò molto gravemente, lo donammo ad un vecchio signore, con grande sofferenza da parte di tutta la famiglia. Detto ciò affermo senza timore che oggi non prenderei un animale in casa, per svariati motivi tra cui anche questo grande dispiacere, dovuto al distacco dal nostro cane tanti anni fa. Amare il proprio cucciolo significa dover accettare che forse morirà prima di te, potrà ammalarsi e si dovranno fare a volte scelte difficili: io non voglio vivere questa situazione.
Dico ulteriormente che non sono un animalista, mai mi sognerei di diventare vegetariana o vegana, NON sono contro in modo assoluto agli esperimenti che vengono fatti su alcune specie per sperimentare cure molto importante per gli esseri umani, ma di certo quando penso che per fare i profumi o i cosmetici vengono usati in modo becero gli animali, un po’ mi da fastidio. Ciò non toglie che acquisto comunque cosmetici e profumi, perché NON è la mia causa quella di salvare il mondo animale.
Ciò non significa che ne voglia la fine o che li consideri inferiori all’uomo o che non meritino affetto. Mi rivolgo a chi per un qualsiasi motivo abbia con se un animale domestico: “gli vuoi bene veramente”? Purtroppo molto spesso mi ritrovo di fronte a situazioni molto contraddittorie. Cioè queste famiglie che si reputano di “buon cuore” per aver accolto il cagnolino o anche l’uccellino, il pesciolino o il gattino, a volte non ne hanno alcuna considerazione. Consentono a se stessi o ai propri figli di trattare i cuccioli come giocattoli. Poi nel momento che si sono scocciati tutti, o lo abbandonano per strada o a volte, lo lasciano morire anche nella propria casa, in una stanza abbandonato a se stesso. Un animale è come una persona, bisogna dargli attenzioni e affetto. Il fatto di dargli la pappa non significa amarlo!!!
Molte persone che conosco hanno vissuto la perdita di un loro cane o gatto, morti tra le loro braccia. Ho visto che sono state malissimo e sinceramente ne comprendo il motivo. Quando il mio cane si ammalò io avevo 12 anni circa e fu molto doloroso vederlo spegnersi piano piano, non mangiare più, non camminare, essere sempre triste, con i suoi occhi sempre chiusi o che sembrava dicessero: AIUTATEMI!!!! Noi siamo riusciti a salvarlo, con tantissimi sacrifici di ogni tipo e anche contro il parere di alcuni veterinari che volevano abbatterlo. Il fatto che dopo questo significativo momento della nostra vita familiare, l’abbiamo dovuto donare, è stato molto difficile per tutti, anche per mamma che era stata sempre quella più reticente rispetto agli animali in casa.
Il mio cane si chiamava Jolly, e il suo nome lo rappresentava molto, data la sua natura giocherellona. Uno spirito libero e allegro che posso dire negli anni che è stato con noi, abbia avuto il ruolo di un vero amico. Ogni animale sceglie il suo “padrone” del cuore”, e Jolly scelse me. Voleva bene a tutti noi, ma si metteva sempre sotto la mia sedia quando cenavamo, e mi veniva a svegliare tutte le mattine con la sua zampetta. Spero che la sua vita senza di noi, sia andata bene e che nessuno gli abbia mai fatto del male in nessun modo.
Poi ci sono tutti quelli che invece posseggono un animale e lo odiano. Diventa un peso averlo in casa e non vedono l’ora che si tolga di torno, soprattutto quando diventa anziano e coi suoi acciacchi (mi riferisco all’animale). Io non reputo normale questo tipo di mentalità e comportamento. Anche se il “papà o la mamma” di quel cane sono stanchi, anziani, non sanno cosa sia l’amore. Studi comprovati dicono che prendersi cura di un animale aiuta anche la propria salute sia fisica che mentale! E’ per questo motivo che da un bel po’ di tempo è nata la PET TERAPY!!!!!
Prima di scegliere di tenere un animale domestico bisogna fare i conti con se stessi e la propria capacità di spendersi. Per questo in questo articolo più che parlare di chi li abbandona, parlo di chi li ha presi con se ma non li ama. Anche questo è abbandono, è incuria, è mancanza di affettività, è purtroppo aridità dell’anima.
Si fa presto a dire: “io amo gli animali”!!! Amare è un verbo universale, esprime un azione che dovrebbe assumere le stesse sfaccettature di quando si ama una persona. Ma già magari i presunti amanti degli animali, forse non amano nemmeno i loro simili, la propria famiglia umana.
Mio marito Diogene, ha passato molto anni della sua vita, e devo dire che quando può anche oggi lo fa, a salvare animali dalla strada. Se ne prendeva cura, li portava al P S veterinario e tanto altro. Quando l’ho conosciuto, ogni volta che per strada incontravamo un cagnolino o un gattino schiacciato in autostrada, lo vedevo piangere ed arrabbiarsi. Questo fa di lui una persona molto sensibile e generosa, l’ho sempre pensato, anche quando con un po’ di durezza certe volte gli rispondevo “non devi fare così, anche le persone vengono investite e nessuno le soccorre, a volte l’essere umano è cattivo, a volte si comporta in modo discutibile perché preso da paura o ansia o senso di colpa”! Volevo solo aiutarlo, non volevo giustificare certi comportamenti.
Oggi credo che mio marito avrebbe dovuto fare il veterinario o magari aprire una associazione/casa di accoglienza per cuccioli abbandonati. E a volte spero che nonostante la nostra vita sia avviata in un altro senso possa ancora realizzare qualcosa in questo senso. Io ho paura di alcuni animali, in particolare i gatti. Questo non significa che io li detesti o voglia il loro male. Spero che mia figlia ami tutti gli animali e che (anche se mai dovrà portamene uno a casa), possa esprimere questo amore in qualche modo nella sua vita. Questo glielo auguro in qualsiasi sia la sua missione di vita e le sue passioni.
Voglio spendere ancora qualche parola: credo che io e mio marito non porteremo mai nostra figlia al circo con animali, al massimo quello virtuale. Se dovesse capitare di portarla allo zoo, sarà uno zoo in cui gli animali possano camminare liberi nelle loro aree e felici di correre come è giusto che sia. Non amo lo sfruttamento di nessun tipo anche riguardo ad animali da giungla eccetera. La mia bambina dovrà essere educata a questi concetti, Bisogna amare nel rispetto, nella cura e nella libertà chiunque, persone, animali, piante, eccetera. Mi piacerebbe invece portarla a guardare i fondali del mare, gli acquari giganti dove i pesci non sono ingabbiati e nuotano felici. Ecco, questo è il mio parere sull’amore per gli animali e sull’educazione sentimentale nei loro riguardi da parte di noi “umani”, che a volte tanto “UMANI” non dimostriamo di esserlo.
Vi saluto con un pezzo molto importante di Branduardi: “Alla fiera dell’est”, brano senza tempo in cui i personaggi del racconto, si annientano a vicenda, ma noi, ne abbiamo mai compreso bene il significato e/o il perché?
Stefania, che a volte pensa: “ma siamo davvero sicuri di chi siamo”? 😉

